9
HOMEPAGE CHI SONOABOUT ME
CONTATTAMI I MIEI ARTICOLICOMUNICAZIONE DELLA SCIENZA NEL CASSETTO PARTECIPAZIONI PUBBLICHE



 

 

 

 

MISTERI DI SICILIA


Qui di seguito alcune storie di Sicilia, alcune misteriose, altre semplicemente affascinanti...ordinate cronologicamente dalla più recente (tranne il triscele):

IL TRISCELE (più comunemente detto Trinacria) è il simbolo della sicilia. La storia dell'araldica Triquetra è articolata e complessa e per alcuni versi ancora avvolta nel mistero poiché si ricollega alla mitologia...in Triscele (Wikipedia)

 

ALFREDO SALAFIA E ROSALIA LOMBARDO

"...Ripensò a Rosalia. Per lei le cose stavano in modo diverso rispetto alle altre migliaia di corpi presenti nelle catacombe. Questo lo si doveva all'arte di un enigmatico medico di cui si disconosceva persino il nome. A suscitare curiosità, era il procedimento da lui utillizzato per l'imbalsamazione della piccola. Tuttavia, Maddie era molto più interessata a conoscere il medico. Chi era mai costui?

...Si sapeva così poco di lui da sembrare un personaggio leggendario. Gli americani avevano l'aria di conoscerlo meglio, ma agli occhi di un italiano sembrava piuttosto uscito dalla fantasia di qualche romanziere noir...

...Si spostarono perciò nella cappella successiva...Che spettacolo particolare! Dopo tutti quei teschi che sembravano ridere macabramente, Rosalia, in mezzo agli scheletri di due neonati, sembrava dormire tranquillamente e indisturbata. Era come se fosse sorda a quel silenzioso frastuone che facevano donne, frati, professionisti, nobili.

In Tiziana Lanza - Rosalia per sempre (2008) Libro

IL GENIO SCOMPARSO -  Fermi dirà: con la sua intelligenza, una volta che avesse deciso di far scomparire il suo cadavere, Majorana ci sarebbe certo riuscito. Soltanto un investigatore avrebbe accettato di giocare una simile partita: il cavaliere Carlo Augusto Dupin, nelle pagine di un racconto di Poe.

In Leonardo Sciascia - La Scomparsa di Majorana (1975)

 

L'ISOLA FERDINANDEA (L'ISOLA CHE NON C'E') - Emersa improvvisamente in un giorno di luglio del 1831, al largo della cittadina siciliana di Sciacca, al propagarsi della notizia e al crescere della curiosità divenne incrocio di interessi, teatro di manifestazioni plateali e propagandistiche, testimonianza di piccinerie e vane grandezze. Quasi un segnale precoce della potenza delle comunicazioni di massa.

In Salvatore Mazzarella Dell'Isola Ferdinandea e di altre cose (1991)

I BEATI PAOLI - Né - a nostro avviso - può ricercarsi un collegamento storico tra la setta dei Beati Paoli e la <<mafia>> intesa come società segreta, ove si pensi che quest'ultima ha un'origine agraria connessa al disintegrarsi della struttura feudale dell'isola, avvenuta all'inizio del XIX secolo quando la setta dei Beati Paoli era da tempo scomparsa.

Si può invece ammettere che nella setta dei Beati Paoli ci sia stata la presenza del sentimento mafioso inteso - come scrisse il Franchetti nel suo studio sulle condizioni economiche e sociali della Sicilia - come un "sentimento medievale di colui che crede di poter provvedere alla tutela e alla incolumità della persona e dei suoi averi, mercè il suo valore e la sua influenza personale indipendentemente dall'azione dell'autorità della legge, sentimento che si accentua nella cosiddetta omertà, per cui si ritiene come primo dovere di un uomo quello di farsi giustizia con le proprie mani dei torti ricevuti".

In Rosario La Duca - Storia e leggenda de <<I Beati Paoli>> contenuto in Luigi Natoli - I Beati Paoli - S.F. Flaccovio  Editore, Palermo - Edizione Originale.

GIUSEPPE BALSAMO - CONTE DI CAGLIOSTRO -  Un tale s'era innamorato d'una giovane, cugina del Balsamo; il Balsamo se ne accorse e ne prese argomento per iscroccargli denaro: guadagnossi la fiducia del malcapitato, e combinò una corrispondenza in regola tra lui e lei, che non sapeva nulla, e che per nulla al mondo avrebbe osato scrivere un biglietto. Il carteggio procedeva attivo, caloroso, e quando il momento parve alla ragazza, o meglio al Balsamo, opportuno, la innamorata chiese del denaro, che lo innamorato affrettossi a mandare; sicchè non pochi furono gli scudi che l'abile autore ci sifatta commedia cavò di tasca al cieco amante, il quale nulla negava a lei, neanche un orologio ed altre minuterie.

In Giuseppe Pitré - La vita in Palermo - cento e più anni fa, Volume Secondo

L'ISOLA DI PROSPERO -  Dove ambientò La Tempesta (1610), sua ultima opera, William Shakespeare ?

Dall’incrocio dell’itinerario di Alonso, re di Napoli, che ritorna per mare da Tunisi, con le vicende della strega Sicorace, arrivata sull’isola da Algeri, l’isola dovrebbe trovarsi nel Mediterraneo (probabilmente l’isola di Malta). Altri commentatori la collocano più vicino alla Sicilia ravvisandovi l’isola di Pantelleria oppure la cercano lungo le coste dell’Africa Settentrionale nell’isola di Lampedusa. Ma Setebos, il dio della strega Sicorace, è il dio degli indiani della Patagonia e Ariele porta a Prospero la rugiada delle “tempestose Bermuda” .

Potrebbe anche essere quell’isoletta dove sbarcò l’equipaggio della Sea Adventure, nel 1609, a causa di un naufragio durante la spedizione per la colonizzazione della Virginia organizzata dal Conte di Southampton. Questa isoletta, che costituì l’àncora di salvezza per una delle imbarcazioni, fece guadagnare all’arcipelago delle Bermuda l’appellativo di “isole del diavolo” perchè vi si udivano strane urla e rumori, e i resoconti del naufragio le dicevano abitate dagli spiriti.

in Tiziana Lanza L'isola che non c'è. Considerazione sull'isola della Tempesta di W. Shakespeare e altre isole. (1994)

LA BARONESSA DI CARINI -  La tragica morte della Baronessa di Carini: storia o leggenda? Cosa c'è di vero nell'omicidio tipico esempio di "delitto d'onore", secondo un antico costume siciliano? Il dubbio è d'obbiglo, giacchè l'episodio trae origine da un "cuntu", un racconto popolare del '600. Cosa c'è dietro i canti struggenti e le interpretazioni strappacuore che, da secoli, perpetuano il dramma di una donna confuso nella poesia di un amore tanto appasionato quanto scellerato?

In Salvatore Spoto - Il grande libro dei misteri della Sicilia - risolti e irrisolti (2006)

ANTONELLO DA MESSINA - L'ANNUNZIATA

« ... qualche filo lucente di neri capelli »

« La pensosa fanciulla siciliana si avvolge come un'araba nell'ampio manto che ombreggia la fronte e inquadra il viso marmoreo; gli occhi vellutati, di un nero profondo, si velano di languore sotto le seriche palpebre percosse da un guizzo di luce; una piega agli angoli del naso e alle estremità delle labbra accompagna il lieve stringersi degli occhi come sorpresi da luce improvvisa.
L'ombra, che cade a taglio sulla fronte e si proietta sulla guancia sinistra, ottenebra il collo, staccandone il contorno luminoso del mento e della guancia destra e lasciando intravedere qualche filo lucente dei neri capelli
...»
(Stralcio da: Venturi, 1915)

Da un libricino di una Collana d'arte del 1952, edita da Rizzoli, una lettura critica di Adolfo Venturi dell'Annunziata - quasi un "dono" eccezionale e inatteso - viene a colmare l'ultimo dubbio sul mio percorso critico intorno al capolavoro di Antonello da Messina ...

In Nadia Scardeoni Il restauro virtuale dell'Annunziata di Antonello da Messina BTA (2005)

POLIFEMO ABITAVA QUI -  The discovery of the skull of such elephants, that have a large nasal hollow where the trunk was during life gave rise to the belief that one eyed giants had existed. However the nasal hollow was wrongly interpreted as the orbit of a single frontal eye that characterized these monstrous beings, and the gigantic size was inferred by the notable dimensions of the skulls and the bones that are frequently found.

In V.Agnesi, C.Di Patti & B. Truden 2007 Giants and elephants of Sicily in Piccardi, L. and Masse W.B. (eds) Myth and Geology, GSL, London, Special Pubblication, 273, 263-270

 


Copyright ©2007-2009 Tiziana Lanza - All rights reserved