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Il norvegese Amundsen raggiunge il Polo Sud

L'ANTARTIDE IN CIFRE

 

 

 

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Un "archivio" per il nostro pianeta

150 milioni di anni fa, ai tempi del Supercontinente Gondwana (uno dei grandi continenti che si suppone si sia poi frammentato dando origine ad alcuni degli attuali continenti: Africa, Australia e nuova Zelanda, Sud America, India peninsulare e Antartide), il continente antartico doveva trovarsi in posizione centrale (fra Sud-America, Africa e Australia). Nel modello di ricostruzione del Supercontiente, l’Antartide costitituisce dunque un oggetto di studio fondamentale.

Attraverso gli studi paleomagnetici possibili grazie alla presenza di elementi ferromagnetici (Ferro, Cobalto, Nichel) che hanno la proprietà di conferire ai materiali che li contengono una spiccata magnetizzazione permanente, è possibile ricostruire le tappe di questa frammentazione. La magnetizzazione delle rocce consente infatti di ricostruire la direzione del campo magnetico al momento della loro formazione. "Lo studio della magnetizzazione delle rocce finalizzato allo studio della storia del pianeta - spiega Meloni - ha permesso di ricostruire come in un mosaico il movimento dei continenti per centinaia di milioni di anni dando la prima conferma sperimentale della tettonica a zolle, e permettendo, nel caso specifico, di tracciare la curva di deriva dell’Antartide". 

I ghiacci antartici sono invece i testimoni del passato climatico del nostro pianeta. Nella base scientifica Russa, a Vostok, sono state effettuate le perforazioni della calotta di ghiaccio più profonde (fino a 2500 km). Le cosiddette “carote” di ghiaccio costituiscono un archivio di informazioni riguardanti gli accumuli nevosi nel tempo relativi alle ultime decine, centinaia di migliaia di anni. Più si scava in profondità e più si torna indietro nel tempo. Le bolle d’aria intrappolate nei ghiacci hanno consentito di misurare le variazioni dei gas-serra (principalmente anidride carbonica e metano) nell’atmosfera del passato. Attraverso un approccio comparativo con le concentrazioni di gas-serra nelle epoche passate si può stabilire quanto abbiano influito le attività umane nella determinazione dell’effetto serra.

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Nel corso dell’ormai decennale attività italiana in Antartide si sono sviluppati programmi di ricerca di base e grandi programmi internazionali rivolti allo studio di tematiche di interesse regionale e globale; quelle qui sommariamente descritte sono state alcune di queste. La partecipazione a questi programmi ha permesso all’Italia di entrare e mantenere uno status di prestigio tra le nazioni che partecipano al Trattato e allo Scar confermando  con la propria presenza l’interesse per il futuro del continente ghiacciato, l’attuale frontiera del nostro paese.

 

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