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UNO STUDIO SULLA MUMMIA DI ROSALIA LOMBARDO
Da quando nell'Aprile del 2007 registrai agli inediti della Siae il mio Romanzo Rosalia per Sempre, sono successe molte cose. Sono nati enti nuovi di zecca, usciti all'improvviso e nel giro di qualche mese romanzi sullo stesso argomento, si sono precipitati studiosi alle catacombe con sofisticate apparecchiature, venuti alle luce manoscritti da "archivi polverosi" e da famiglie rimaste per molto tempo nell'oblio. Sono poi arrivate le telecamere televisive con trasmissioni più o meno amene, con documentari a prova di scoop, fotografi che sostengono di avere fotografato fantasmi, conduttrici televisive che possono vantare parti di rilievo in film cult horror agli antipodi dei cimiteri cristiani.
In tutto questo pout-pourri, chiamiamolo così per colorare un po' la scena che invece sa tanto' di grigio, l'unica alla quale è stato impedito con ogni mezzo di far sentire la sua voce sono stata proprio io. Ma io so - visto che conosco a menadito la storia di quello che è successo, nonchè il backstage quasi da commedia grottesca che la ha alimentata - che sono stata la prima ad occuparmi della piccola mummia. Ora non voglio assolutamente reclamare questo primato, perché non è nel mio stile monopolizzare qualsiasi argomento, come invece stanno tentando di fare altri escludendo chiunque osi avvicinarsi per approfondire. Perché ci si può domandare? In fondo la ricerca è libera e deve essere a disposizione di tutti, altrimenti che ricerca è?
A ogni modo, ho raccolto in un articolo che è stato pubblicato da una rivista scientifica le mie osservazioni. Chi è interessato può leggerlo, basta rivolgersi alla rivista: il Journal of Paleopathology (numero di settembre 2011). Ci ho messo un anno e mezzo per pubblicarlo e questo sempre per i soliti impedimenti, gli stessi perpretati nei miei confronti dalle stesse persone. Una rivista scientifica infatti non si è presa neanche la briga di rifiutare l'articolo, semplicemente non mi ha degnata di risposta. Come mai mi domando? Siamo o no in ambito scientifico? Un articolo o si accetta o si rifiuta. Non si può ignorarlo... I boicottaggi naturalmente continuano e continueranno...ovvio, per gli stessi motivi per cui sono stati efficaci in passato...non c'è bisogno che dia alcuna spiegazione: oramai basta fare un giro per le riviste web che fanno controinformazione per vedere in che paese viviamo.
Altri invece hanno ritenuto le mie osservazioni valide e io stessa, per quanto osservazioni, le ritengo di grande aiuto per un futuro approfondimento dello studio della mummia stessa e questa volta veramente finalizzato a un intervento di restauro, nel quadro di più ampio respiro di un recupero dei beni culturali del nostro paese.
E qui lo dico pensando a tutti quei beni culturali che in Italia sono in pericolo a causa della negligenza e del pressapochismo che da sempre caratterizzano questo paese. Un paese dove le competenze sono ritenute secondarie se non inutlli. Attenzione non parlo di titoli di studio. E neanche di onorificienze o di premi o di libri pubblicati con grandi o piccole case editrici. "Chiunque può pubblicare un disco" diceva una rockstar a me molto cara. Io parlo invece di quello che gli inglesi chiamano "skill" ovvero la vera e propria capacità di fare qualcosa. E questa non te lo può dare ne un titolo di studio, né un servizio in Tv, ne una grande casa editrice. La capacità di fare qualcosa è ciò che ci appartiene intimamente. Tutto i resto è superfluo o secondario, a seconda dei casi.
Per chi vuole, buona lettura!
ABSTRACT
ON ROSALIA LOMBARDO'S CAUSES OF DEATH AND THE METHOD
USED BY ALFREDO SALAFIA TO EMBALM HER
This paper describes research on Rosalia Lombrado's causes of death and on the method and chemicals used to embalm her. The mummy rests in the Cappuccini Catacombs in Palermo, Sicily. Rosalia died at the age of two in 1920 and was embalmed by Alfredo Salafia using a secret technique and particular mixture of chemicals. Until recently, no laboratory analysis had been performed on this mummy, and as a consequence, many doubts remain about the chemicals used by Salafia, althought a manuscript by the embalmer had been discovered. This paper consider the numerous questions that still remain open.
numero di settembre 2011 Journal of Paleopathology
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